Arriva un cucciolo – e con lui tanta gioia, curiosità e vivacità. Allo stesso tempo, un giovane cane porta con sé anche comportamenti che nella vita quotidiana possono rappresentare una sfida: morde le mani, salta addosso alle persone, mastica i mobili, abbaia, ruba oggetti, tira al guinzaglio o fatica a calmarsi.
Ciò che per noi viene rapidamente percepito come un «comportamento problematico», dal punto di vista del cucciolo è spesso, in un primo momento, un comportamento canino del tutto normale. I cuccioli esplorano l’ambiente circostante con il naso, il muso e le zampe. Giocano, sperimentano i movimenti, reagiscono agli stimoli, cercano vicinanza, elaborano le impressioni e imparano passo dopo passo quali regole valgono nella loro nuova casa.
Ciò non significa che tutto sia permesso o che i comportamenti indesiderati debbano essere semplicemente tollerati. Significa però che, prima di correggere un comportamento, è necessario comprenderlo. Soprattutto nel caso dei cani giovani, è importante distinguere tra comportamenti tipici dell’età e della specie, mancanza di esperienza di apprendimento, sovraccarico – e veri e propri comportamenti problematici, che dovrebbero essere affrontati con l’aiuto di un esperto.
Per quanto diversi siano i cani, altrettanto diversi possono essere gli approcci adeguati nell’educazione e nell’addestramento. Non esiste quindi una guida valida per tutti. Ciò che è utile per un cane può risultare inadatto o eccessivamente impegnativo per un altro. Sono quindi ancora più importanti il buon senso, la competenza e il rispetto per il singolo cane. Ogni misura deve essere equa, comprensibile e conforme alle norme sul benessere degli animali, oltre ad essere adeguata sia al cane che alla situazione concreta. I metodi che provocano paura, causano dolore o sottopongono il cane a forte pressione non hanno posto in un addestramento responsabile. Soprattutto i cani giovani reagiscono spesso in modo sensibile a interventi bruschi, poco chiari o intimidatori. Tali esperienze possono compromettere il rapporto e la fiducia e persino rafforzare comportamenti indesiderati.
Quando un cucciolo mostra un comportamento indesiderato, vale la pena chiedersi innanzitutto cosa possa esprimere tale comportamento. Mordere può indicare un comportamento ludico, la fase della dentizione, un eccesso di eccitazione o un’inibizione al morso non ancora sviluppata. Masticare i mobili può essere legato all’esplorazione, allo stress, alla noia o al bisogno di occuparsi in qualche modo. Saltare addosso può essere un comportamento di contatto o per attirare l’attenzione, mentre l’abbaiare può essere espressione di eccitazione, insicurezza, frustrazione o sovraccarico.
Molti di questi comportamenti rientrano fondamentalmente nella normale condotta canina. Diventano problematici soprattutto quando risultano inappropriati, pericolosi, fastidiosi o si verificano con grande frequenza nella vita quotidiana delle persone.
L’addestramento non parte quindi dalla valutazione di «giusto» o «sbagliato», ma dalla domanda su come il cane possa imparare a comportarsi in modo appropriato. Il comportamento non nasce mai senza un contesto; chi si limita a impedire l’azione senza considerare le cause o i fattori scatenanti, di solito non risolve il problema vero e proprio. Soprattutto con i cuccioli è importante non interpretare frettolosamente un comportamento come intenzionale, testardaggine o dominanza.
I cuccioli imparano costantemente cosa è vantaggioso, cosa dà sicurezza e come reagiscono le persone, ma non sono ancora in grado di controllarsi in modo affidabile, poiché la concentrazione, la tolleranza alla frustrazione, il controllo degli impulsi e la calma sono ancora in fase di sviluppo. Non possono quindi sapere semplicemente cosa ci si aspetta da loro. L’educazione significa quindi soprattutto: costruire in modo comprensibile il comportamento desiderato, organizzare in modo sensato le situazioni quotidiane e non mettere ripetutamente il cucciolo in situazioni che non è ancora in grado di gestire.
Molti comportamenti che nella vita quotidiana vengono percepiti come fastidiosi hanno una funzione per il cane. Masticare, correre, abbaiare, scavare, saltare addosso, tirare, cacciare, esplorare o giocare a stretto contatto fisico non sono di per sé «cattivi». Fanno parte del repertorio comportamentale del cane.
Il compito dell’educazione non consiste quindi nel reprimere in linea di principio il comportamento canino. Si tratta piuttosto di incanalarlo in modo appropriato. Un cucciolo può masticare, ma non la gamba di una sedia. Può giocare, ma non mordere con violenza le mani. Può cercare il contatto, ma può imparare a salutare le persone in modo più tranquillo. Può essere curioso, ma ha bisogno di una guida per muoversi nel nostro ambiente in modo sicuro e socialmente accettabile.
Questa prospettiva aiuta a reagire con maggiore serenità ed equità. Anziché limitarsi a chiedersi: «Come faccio a impedire questo comportamento?», la domanda più utile è: «Quale bisogno si nasconde dietro questo comportamento – e quale comportamento dovrebbe invece imparare il mio cane?»
Un cucciolo non può fare tutto: i limiti sono importanti, soprattutto per la sicurezza e una buona convivenza. È tuttavia fondamentale il modo in cui questi limiti vengono comunicati: con calma, chiarezza e in modo comprensibile, senza spaventare o intimidire il cane. I limiti sono utili quando forniscono al cane un punto di riferimento e gli mostrano quale comportamento è invece auspicabile. Ripetuti rimproveri, pressioni fisiche o correzioni brusche, al contrario, spesso portano a insicurezza, stress o comportamenti evitanti.
Molte difficoltà nella vita quotidiana del cucciolo possono essere ridotte se l’ambiente circostante viene organizzato in modo adeguato. Non si tratta di «viziare», ma di una gestione sensata.
Un cucciolo che continua a trascinare via le scarpe non ha bisogno solo di un divieto, ma anche di un ambiente in cui le scarpe non siano temporaneamente accessibili. Un cucciolo che si agita in presenza di ospiti ha bisogno di un approccio più tranquillo, di maggiore distanza, di procedure chiare e di pause. Un cucciolo che la sera morde in modo sfrenato e sembra non rispondere più agli stimoli forse non è «birichino», ma semplicemente troppo stanco.
Gestione significa: organizzare le situazioni in modo che il cucciolo possa comportarsi correttamente il più spesso possibile. Ciò può significare mettere via gli oggetti, utilizzare un’area di gioco per cuccioli, allestire luoghi di riposo, guidare gli ospiti, fornire oggetti da masticare o mantenere le sessioni di addestramento molto brevi.
Meno un comportamento indesiderato viene ripetuto, più è facile sviluppare alternative.
Assicuratevi di incoraggiare in modo mirato i comportamenti desiderati. Il cucciolo si siede per un attimo invece di saltare addosso a qualcuno? Viene da voi invece di continuare a masticare un oggetto? Vi guarda anche se sta succedendo qualcosa di eccitante? Si sdraia da solo sulla sua coperta? Questi momenti sono preziosi. Mostrano al cane quale comportamento sia gratificante e gli dia un punto di riferimento.
Soprattutto nella vita quotidiana, i comportamenti tranquilli e discreti spesso passano inosservati. Molti cani ricevono attenzione soprattutto quando fanno qualcosa di «sbagliato». Eppure, per l’apprendimento è fondamentale notare tempestivamente i comportamenti desiderati e confermarli o ricompensarli in modo adeguato.
Saltare addosso è spesso un modo per stabilire un contatto. Un cucciolo vuole avvicinarsi al viso, saluta con entusiasmo o cerca attenzione. Invece di respingere ripetutamente il cucciolo, di solito è più sensato esercitarsi con saluti tranquilli, guidare bene gli ospiti e premiare un comportamento calmo.
Molti cuccioli esplorano il mondo con il muso. Mordono le mani, i vestiti o il guinzaglio – soprattutto quando giocano, sono eccitati o sono stanchi. Questo comportamento è inizialmente tipico dei cani e adeguato alla loro età, ma deve essere incanalato nella giusta direzione. Giocattoli da masticare e giochi adatti, brevi sessioni di gioco, momenti di calma e pause sufficienti aiutano a sviluppare gradualmente l’inibizione dal mordere e l’autocontrollo.
Masticare fa parte del comportamento normale dei cuccioli, specialmente durante il cambio dei denti, quando esplorano, sono eccitati o stressati. Diventa problematico quando vengono masticati oggetti inadatti o il cucciolo danneggia ripetutamente le cose. In questi casi sono utili oggetti sicuri da masticare, sufficiente riposo, attività adeguate, una supervisione chiara e un ambiente a prova di cucciolo.
L’abbaiare è un comportamento espressivo canino e può avere molte cause: eccitazione, insicurezza, frustrazione, gioco, ricerca di attenzione o reazione a stimoli ambientali. Pertanto, non si dovrebbe considerare solo l’abbaiare in sé, ma la situazione: quando abbaia il cucciolo? Cosa succede prima? Quale funzione potrebbe avere l’abbaiare in questa situazione? Solo da ciò è possibile dedurre quale tipo di sostegno sia opportuno.
La mancanza di pulizia nei cuccioli non è solitamente un atto di ribellione. I cani giovani devono prima imparare dove fare i propri bisogni e non sono ancora in grado di controllare la vescica in modo affidabile. Portarli fuori spesso e con calma dopo aver dormito, mangiato, giocato o dopo momenti di eccitazione è più efficace che rimproverarli dopo un incidente.
Molti proprietari di cuccioli sottovalutano l’importanza del sonno e del riposo. I cuccioli hanno bisogno di molto riposo per elaborare ciò che hanno vissuto. Troppi stimoli, troppe visite, passeggiate troppo lunghe o un’attività continua possono portare un cucciolo a diventare iperattivo, a mordere, ad abbaiare o a non riuscire quasi più a calmarsi.
Anche in questo caso vale la regola: ciò che sembra un «comportamento difficile» può essere espressione di un sovraccarico. Spesso la tranquillità va imparata proprio come «seduto», «vieni» o «camminare al guinzaglio». Un posto fisso dove riposare, un addestramento mirato alla cuccia, routine quotidiane prevedibili e pause consapevoli aiutano il cucciolo a sviluppare un senso di sicurezza.
Alcuni aspetti dovrebbero essere affrontati tempestivamente con un supporto qualificato. Tra questi figurano comportamenti di forte ansia, scatti o morsi ripetuti con intensità crescente, marcata difesa delle risorse, gravi problemi di separazione, eccitazione eccessiva persistente o situazioni in cui persone o animali potrebbero essere in pericolo.
Anche se vi sentite insicuri, è opportuno ricorrere all’assistenza di un professionista. I buoni esperti non si limitano a osservare il comportamento visibile, ma prendono in considerazione anche la salute, l’età, la routine quotidiana, l’ambiente, la storia di apprendimento, i bisogni e gli stress del cane. Soprattutto nei cani giovani, un sostegno tempestivo e adeguato può impedire che si consolidino schemi comportamentali indesiderati.
In caso di improvvisi cambiamenti comportamentali, dolore, sensibilità al tatto o irrequietezza evidente, è inoltre opportuno consultare un veterinario per verificare se vi siano cause di natura medica.
Una gestione efficace dei comportamenti indesiderati richiede quindi sempre di chiedersi:
In questo modo l’educazione non si basa sulla severità, ma sull’orientamento. Allo stesso tempo, un approccio di questo tipo favorisce il rapporto tra uomo e cane: la fiducia, la sicurezza e la comprensione reciproca crescono quando il cucciolo si sente considerato e accompagnato in modo equo. Ed è proprio questo orientamento che aiuta i cuccioli a orientarsi con sicurezza nel nostro mondo umano – passo dopo passo, in modo adeguato all’età e tenendo conto del rapporto individuale tra uomo e cane.